SEZIONI

The week after

The week after

Una riflessione dal conduttore di ”Chiacchiere e caffè” a Marinando 2008

Una riflessione dal conduttore di ”Chiacchiere e caffè” a Marinando 2008

Una settimana dopo Marinando 2008. Sufficiente per ristabilire l’ordine mentale un po’ scosso dall’universo in eruzione cosmica che è la rassegna pugliese. Momenti, anche, di tranquillo ed elevato piacere, come quando piccoli pescatorelli dal palco tengono quasi in apnea un pubblico non facile, un pubblico fisiologicamente e culturalmente rumoroso (ma al rumore, in certi momenti, anche incitato). Pescatorelli che raccontano storie minime, storie buffe, storie di tutti i giorni e storie eccezionali, e ti pare di trovarti realmente laggiù, nell’isola lontana.

Poi, immagini attentamente costruite, giochi di colori, di luci, musiche… Riesci a distinguere e a ricordare con qualche difficoltà , tanto velocemente prove, spettacoli, momenti di incontro si avvicendano, quasi si inseguono. C’è il musical, c’è la commedia dei ricordi, c’è la situazione sociale con le sue tragedie; c’è il momento della fantasia magari ancora confusa e non raggiunta; ci sono le maschere tradizionali, c’è l’allegria della fine della scuola e per le imminenti vacanze al mare. E isole vicine, e isole lontane, isole lontanissime.

Di pomeriggio si parla di spettacoli, della loro genesi; si confrontano, si cerca di immaginarli trasformati, travisati, stravolti; si parla della musica, della presunta indispensabilità della musica (”non è possibile uno spettacolo senza musica” sostiene una ragazza), del reperimento delle musiche; di scenografia (”non se ne può fare a meno” dice qualcuno), di spazi vuoti e di spazi pieni, di costumi… E intanto, si fa strada anche l’idea di un teatro povero che povero non è, che ha la sua ricchezza e che chiede più partecipazione allo spettatore, gli lascia più libertà , lo vuole più attivo nel rapporto con l’attore.

Si parla della nascita dello spettacolo, del primo germe, della prima idea e di come questa è stata coltivata, elaborata, strutturata nel percorso lungo e impegnativo; si parla della conduzione, dei momenti di tutoraggio, delle difficoltà d’ogni genere che non mancano mai. E poi – e questo è il bello – i ragazzi di un gruppo parlano dello spettacolo dell’altro gruppo e qui si vede come il fare teatro, attentamente, con profondità, con accorta passione, educhi anche alla visione e formi lo spettatore.

Gli incontri per chiacchierare degli spettacoli sono del tutto informali, tenuti a braccio; ed è per questo che sono pieni di sorprese, spesso di svolte inattese, di idee nuove e di scoperte insospettate. I convincimenti cui si arriva guardando i giovani sulla scena, a volte si ritrovano nelle chiacchiere, ma a volte proprio no, si hanno sorprese, nel bene e nel male (quest anno soprattutto nel bene): ci si accorge spesso di sottostimare i ragazzi mentre sempre di più se ne incontrano che hanno elevata consapevolezza di quello che fanno e che sono attenti alle opinioni di chi conduce gli incontri, come, del resto, già nei momenti di tutoraggio.

Chi come me ha seguito Marinando per più anni, si può accorgere della crescita della manifestazione e dell’innalzamento della qualità non solo degli spettacoli, ma – e soprattutto, come ho detto – dell’attenzione dei giovani sia al percorso creativo, sia ai valori della loro creazione. E mi sembra anche di aver percepito una maturità maggiore nelle centinaia di giovani presenti a Ostuni; una maturità che non impediva il divertimento, la gioia di tuffarsi in piscina, di far tardi la sera in discoteca, i contatti fugaci e pieni d’emozione; una maturità giusta per l’età che, forse, anche la pratica del teatro come si concepisce dalle nostre parti contribuisce a formare.

Ma quest’anno gli incontri pomeridiani dopo lo spettacolo hanno avuto un seguito. Sì , perchè molte idee sorte nel contesto, come ho detto, informale, delle chiacchierate sono state punto di partenza per una nuova avventura, più strutturata, che è iniziata quest’anno e che si riproporrà l’anno prossimo: il laboratorio dove dichiaratamente si forma lo spettatore. Allora Chiacchiere e Caffè si permette il piccolo orgoglio di avere fornito spunti e materiale per il lavoro dell’Osservatorio Giovani, nuovo nato in seno a Marinando. Con l’auspicio di lunga e feconda attività