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Teatromoto Archivi - AGITA TEATRO
AGITA è un’associazione legalmente costituita nel 1994, con l’obiettivo di promuovere la cultura teatrale-artistica nella Scuola e nel Sociale, di valorizzarne le espressioni richiamando l’attenzione collettiva – e non solo degli addetti – verso un fenomeno diffuso nel nostro paese e di estremo interesse da più punti di vista. L’acronimo originale si è perso per via, e i suoi aderenti oggi si riconoscono piuttosto nell’idea di vitalità e dinamismo che la parola suggerisce. Alcuni suoi soci ebbero un ruolo non secondario nella redazione del protocollo d’intesa siglato nel settembre del 1995 dal Ministero della Pubblica Istruzione, dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dall’ETI: un documento che finalmente conferì dignità all’attività del teatro nella scuola, una realtà che, fino a quel momento, aveva vissuto in una sorta di clandestinità.
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Teatromoto

16 Ago Il paese che c’è

Il paese che c'è Nei giorni 29, 30 e 31 luglio si è svolta a Poggio Picenze la manifestazione “Il paese che c’è”, nell’ambito del progetto Teatromoto “ la Ri(E)voluzione”, attuato nel territorio abruzzese ormai da 4 anni. Consolidato, nel corso delle passate edizioni, il senso della presenza di AGITA e del suo stile progettuale, era per noi essenziale un coinvolgimento che non vedesse attivi solo i bambini, sempre numerosi e festosi, ma anche gli adulti, nelle persone dei genitori, dei giovani, degli anziani. La formula pensata per quest’anno era abbastanza rivoluzionaria, rispetto alle tipologie degli anni precedenti e allo stravolgimento di prospettiva esercitata: non più solo l’AGITA promotore e attore dei laboratori, ma giochi a squadre per il paese, coinvolto a più livelli e in più fasce generazionali.
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14 Mag TEATROMOTO 2012

Cara amica, caro amico, il progetto Teatromoto è un intervento socio-teatrale che coinvolge la città di Poggio Picenze (AQ) con attività rivolte a diverse fasce di popolazione. Nato dall’onda emotiva suscitata dal terremoto del 6 aprile 2009, che ha distrutto la città dell’Aquila e gravemente danneggiato i paesi ad essa circostanti, il progetto è stato già operativo a partire dall’estate dello stesso anno. Il senso di questa operazione trova la sua specifica motivazione nella necessità di aiutare la popolazione del paese “preso in affido” a ritrovare la propria identità, sia sotto il profilo sociale che culturale; il terremoto, infatti, non ha danneggiato, in misura più o meno grave, soltanto le strutture portanti degli edifici, ma anche le strutture di una socialità che stenta a riprendere i suoi ritmi e non ritrova più, giocoforza, i suoi punti di aggregazione.
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11 Gen REPORT TEATROMOTO NATALE 2011

Il 27 e il 28 dicembre, nel ventaglio degli interventi previsti dal progetto Teatromoto, si è svolta a Poggio Picenze (AQ), la manifestazione dal titolo “La speranza della rinascita”, organizzata di concerto con l’Amministrazione Comunale. Oltre ai consueti momenti ludici con i bambini, che li hanno visti partecipare ai tipici giochi natalizi (tombola e mercante in fiera), si sono svolti due laboratori: [flagallery gid=6 name="teatromoto2011"] Scarica il report
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20 Ago Tra Palco e Realtà

POGGIO PICENZE (AQUILA) 6 – 8 AGOSTO 2010

TRA PALCO E REALTA’

E’ primo pomeriggio. Il sole picchia ma all’orizzonte si profilano nubi di tempesta. Sono all’inseguimento delle parole. Schizzano per una stradina, si strizzano per superare un reticolato che impedisce il passaggio. Tengo dietro. La strada che percorro è acciottolata, l’erba si incunea e cresce tra il lastricato. In alcuni punti è alta. La natura si riprende ciò che era suo. Le inseguo e non riesco a raggiungerle. Sono già stata in questo posto. E’ un borgo antico, la parte vecchia del paese. Scorci suggestivi, piccole stradine. Ai balconi piante rinsecchite, fasto di un tempo che fu. Le case sono in pietra, i portoni in legno. Ma sono case distrutte. Ampi squarci mostrano gli interni delle abitazioni: tavole ancora apparecchiate, ante di armadi aperte da cui si intravede la biancheria. Un vasino da notte. Una bicicletta è appoggiata al muro di una casa, ma la casa dietro non c’è più. E’ crollata. Ingoiata da se stessa. Panni appesi oscillano come canne al vento. Non odo voci umane né animali. Vorrei parlare ma non posso. Anche Enzo, la mia guida, osserva il silenzio. Lui cammina con i ricordi. Continua l’inseguimento. Ci teniamo al centro della strada. E’ pericoloso stare qui ma non possiamo fermarci. Non adesso. Una forza ci induce a proseguire. Andiamo. E andiamo in un sole che abbaglia. Lungo questa strada, in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di macerie, cercando lo squarcio che ci metta nel mezzo di una qualche verità. In alcuni punti l’erba è così fitta da essersi mangiata il vicolo. Una trave è appesa sul niente. Le parole svoltano l’angolo per fermarsi lì, su due carcasse di automobili ricoperte di macerie, da quella notte del 6 aprile 2009, ore 3.32. Quando il tempo si è fermato. Anche le parole sono ferme come sassi. Dalla rocca del castello le case sventrate sono bocche oscenamente aperte in un urlo senza fine. Vorrei sapere di dormire. Vorrei svegliarmi da questo che incubo non è. Questo è il paese di Poggio Picenze, a un anno e mezzo dal terremoto. Oggi è il 6 agosto 2010. E’ il Ritorno. [flagallery gid=2; name="Teatromoto"]
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