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Premio Gramsci 2011

Premio Gramsci 2011

A Vito Minoia e alla Compagnia Lo Spacco
Il Premio Gramsci 2011
Sabato 22 gennaio ad Ales (Oristano) la Cerimonia

UN MERITATO RICONOSCIMENTO PER IL TEATRO IN CARCERE

PESARO – Giunto alla sua XII Edizione, il Premio Gramsci, promosso dalla Associazione “Casa natale” ha proclamato i suoi vincitori.

Vito Minoia

La Giuria composta da Vindice Ribichesu (presidente), Maria Paola Masala, Maria Letizia Pruna, Giulio Angioni, Gavino Angius e Salvatore Zucca ha assegnato a Vito Minoia il primo premio della sezione letteratura in lingua italiana con il testo teatrale “Lettere dal carcere”, frutto di una drammaturgia collettiva sull’opera dell’intellettuale sardo prodotta e messa in scena dal 13 al 18 maggio 2010 dalla Compagnia Lo Spacco, composta da attrici e attori reclusi nella Casa Circondariale di Pesaro.

lettere dal carcere

“Un testo vitale ed organico che suggerisce, di fatto, all’associazione, la possibilità ad aprire il premio dalla prossima edizione ad una ‘sezione drammaturgica’ ” cita la motivazione espressa dalla giuria.
Minoia, docente di Teatro di Animazione all’Università di Urbino e direttore del Teatro Aenigma, insieme alla Compagnia Lo Spacco si era già aggiudicato nel 2006 il Premio Franco Enriquez per la sperimentazione di teatro civile, tuttora in corso nell’istituto penitenziario di Villa Fastiggi, con il coinvolgimento di adolescenti, allievi della Scuola “Galilei” di Pesaro.

Il testo premiato si ispira liberamente all’opera omonima Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, testimonianza umana straordinaria e capolavoro letterario, raccontando gli sforzi compiuti dall`autore per sopravvivere, le speranze e le piccole felicità senza le quali una persona non può vivere, ma anche le crisi e lo sprofondarsi in abissi terribili.
Essere condannato a finire la vita o almeno una grande parte della propria vita in carcere (come per Gramsci) richiede da parte del condannato strategie particolari di sopravvivenza. Ciascuno reagisce in modo diverso, ma tutti devono fare i conti con il regolamento, con le costrizioni che cambiano la sensazione del proprio corpo, dello spazio e del tempo, con la scissione del mondo in un dentro e un fuori e con la crescente difficoltà di tenere insieme questi due mondi.
“Gramsci ci ha aiutato con il suo ‘occhio da antropologo’, permettendoci la scoperta di una dimensione nella quale avvengono, come dice lui, trasformazioni molecolari della persona” –
afferma Minoia, e continua “nel testo hanno trovato spazio e preso corpo in forma scenica alcune lettere di Gramsci ai figli Delio e Giuliano, alla moglie Giulia, alla cognata Tania, ma soprattutto scritture originali elaborate dagli stessi attori protagonisti dello spettacolo rappresentato a maggio scorso, nel tentativo di ricostruire le emozioni più profonde di chi vive l’esperienza della reclusione”.

Leggi il comunicato 21-01-2011 Premio Gramsci