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LA SCUOLA FA PARTE DEI LUOGHI DEL SAPERE

19 Mar LA SCUOLA FA PARTE DEI LUOGHI DEL SAPERE

La scuola fa parte dei luoghi del sapere: appello ai governanti per l’apertura di un dialogo rivolto da Agita, Assitej e dalle associazioni di categoria aderenti all’Agis.
Con la riforma appena approvata, è forte il rischio che salti il rapporto tra scuola e territorio, con tutte le opportunità culturali ed espressive da esso offerte, nonché con conseguenze
per il lavoro di tanti attori, animatori, artisti, mediatori culturali…La scuola fa parte dei luoghi del sapere: appello ai governanti per l’apertura di un dialogo rivolto da Agita, Assitej e dalle associazioni di categoria aderenti all’Agis.
Con la riforma appena approvata, è forte il rischio che salti il rapporto tra scuola e territorio, con tutte le opportunità  culturali ed espressive da esso offerte, nonché con conseguenze
per il lavoro di tanti attori, animatori, artisti, mediatori culturali…

Roma, 15 dicembre 2008

Al Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca
On Mariastella Gelmini

Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
On Sandro Bondi

Al Ministro della Gioventù
On. Giorgia Meloni

Alla Presidente della Commissione Cultura della Camera
On Valentina Aprea

Al Presidente della VII Commissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali del Senato
On Guido Possa

Alla Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia
On Alessandra Mussolini

LA SCUOLA FA PARTE DEI LUOGHI DEL SAPERELo scorso 29 ottobre c.a. il Senato ha convertito in legge il decreto legge n. 137 ‘Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università ‘, meglio noto come Decreto Gelmini.

Tra le misure previste, vi è l’opzione da parte delle famiglie del maestro unico nelle classi elementari e un programma di insegnamento pari a ventiquattro ore alla settimana. Si prospetta, pertanto, una rimodulazione del tempo scuola e una diversa organizzazione del lavoro ad esso correlato.

Sono modifiche che avranno un riflesso sul rapporto oggi esistente tra scuola e territorio, con riflessi sulle dinamiche occupazionali per quanti operano nel settore culturale e formativo: artisti, operatori, animatori, mediatori culturali, maestranze tecniche, organizzatori…

La scuola è parte attiva, da tempo, della rete di luoghi del sapere che qualificano un territorio: i musei, i beni artistici, il paesaggio, i teatri, le sale da concerto e i luoghi di spettacolo professionali, da un lato, e la scuola, dall’altro, sono i termini di una relazione che consente ai bambini, ai ragazzi e ai giovani di sviluppare, attraverso l’educazione all’arte e ai suoi diversi linguaggi, senso critico, identità e conoscenza.

Questa pratica educativa e civile deve poter proseguire anche nel quadro della nuova organizzazione della scuola. Anzi, andrebbe rafforzata se è vero, come è vero, che la sfida all’innovazione che ci è posta dinnanzi può essere vinta solo da Cittadini capaci di coltivare il pensiero divergente, di fare ricerca, di essere creativi.

Per questo i soggetti sottoscritti

rivolgono un convinto e pressante appelloai Responsabili Istituzionali, al Governo e al Parlamento, ai Dicasteri e alle Commissioni competenti

e chiedonol’apertura di un dialogo costruttivo al fine di assicurare, attese le nuove norme e nel concreto delle prime applicazioni, la prosecuzione e il rafforzamento delle esperienze che, attraverso la fruizione e la pratica dei linguaggi artistici, fanno crescere i Cittadini di oggi e rendono più capaci i Cittadini di domani, a beneficio della qualità della vita, della stessa società e della Repubblica

Per ASTRA
Lucio D’Amelio (Pres)
Fabio Naggi (V. Pres)

Per AGITA
Loredana Perissinotto (Pres)
Claudio Facchinelli (V. Pres)

Per ASSITEJ
Graziano Melano (Pres)
Davide Venturini (V. Pres)
Meri Malaguti (V. Pres)

Per ANTAC
Antonio Massena (Pres)
Monica Gattini (Vice Pres)

Per ANCRIT
Luciano Nattino (Pres)
Francesco D’Agostino (V. Pres)

Per la FEDERAZIONE ARTI SCENICHE CONTEMPORANEE
Luca Dini (Pres)