Espressione onomatopeica (come sussurrare, bisbigliare, chiacchierare, o anche squittire, cinguettare, gracchiare). Sst, sst… Far tacere; chiedere, imporre il silenzio; fare in modo che non si parli.
Ha due valenze:
una, positiva, significa stabilire una condizione di silenzio perché si proceda in un’attività, o in una sua fase. Permette di ascoltare, di essere attenti, di non disperdersi in parole inutili e distraenti. Può essere indice o effetto di autorevolezza.
l’altra, intesa come azione autoritaristica, è destinata a mettere a tacere qualsiasi voce diversa dal parlante, intendendola come non autorizzata: può significare quindi togliere il diritto di parola, ridurre al silenzio, rendere gli altri afoni (o meri ripetitori di quanto autorizzato).
Nel teatro della scuola si ha bisogno di zittire, perché i gruppi di bambini e ragazzi facilmente scivolano nel chiacchiericcio e nel chiasso, e in diversi momenti il silenzio s’impone come condizione indispensabile per lavorare. Ma zittire i bambini e i ragazzi può precludere l’emersione di una delle materie prime del teatro: la loro parola spesso diventa materiale drammaturgico o di ricerca o di osservazione critica su quanto si guarda e si ascolta. In definitiva è un termine ambiguo: aiuta a rispettare regole basilari della democrazia, come l’ascolto e il rispetto dell’altro; aiuta a rinforzare i poteri di chi non tollera differenze e confronti.(AM)


