L’ effetto di straniamento (o distanziazione) della realtà rappresentata, per vederla sotto altra prospettiva, è in origine un procedimento estetico – lasciar riconoscere l’oggetto, ma farlo apparire inconsueto nello stesso tempo – (Sklovskij e i formalisti russi). Bertolt Brecht lo applica al suo teatro al fine di modificare l’atteggiamento dello spettatore di fronte allo spettacolo, di attivarne la percezione critica nei confronti della vicenda e delle tesi in essa esposte. Nella rappresentazione teatrale, lo straniamento investe la vicenda, il luogo dove si svolge, la gestualità, la recitazione, il cambiamento a vista delle scene per rompere l’illusione o la fascinazione del teatro borghese. (Brecht condanna la forma drammatica che si presenta come immutabile e produttrice di illusioni). (LP)


