Dal latino probus, che significa buono, onesto, e quindi dal verbo probare (riconoscere buono), il termine indica il procedimento di verifica della qualità di un oggetto o di un processo. In ambito teatrale la parola designa ognuno degli incontri preparatori per realizzare una produzione. Mentre il corrispondente termine inglese, rehearsal (che ha addirittura degli echi funebri), e quello francese, répétition, sottolineano la ripetitività dell’operazione, la parola italiana si apre ad una dimensione di esperimento e di ricerca (presente anche in tedesco e in spagnolo), e quindi di maggior creatività.
Orazio Costa Giovangigli amava sostenere che, anche dopo il debutto, ogni replica è ancora da considerarsi una prova, intesa come tentativo di avvicinamento all’obiettivo artistico. (CF)


