L’inizio di una stagione che vede la pratica del teatro della scuola come strumento di prevenzione del disagio giovanile, e quindi della tossicodipendenza, può farsi risalire al 1990, con la legge Vassalli Russo Jervolino, cosiddetta “antidroga”, ed il conseguente rilancio del progetto Giovani 92 da pare del ministero della Pubblica istruzione. L’idea ha probabilmente origine nell’ufficio Interventi educativi del Provveditorato agli studi di Milano, ma presto dilaga in tutta Italia. Nel 1995 il pedagogista Luciano Corradini, padre del Progetto Giovani, e all’epoca sottosegretario presso il ministero della Pubblica istruzione, accoglie con entusiasmo la proposta dell’ETI di siglare un protocollo d’intesa con Dipartimento dello spettacolo, che riconosca l’importanza dell’educazione al teatro e della pratica teatrale, anche in tale funzione. A tale primo documento, firmato il 9 settembre 1995 dal ministro Giancarlo Lombardi, il sottosegretario Mario D’Addio e il commissario straordinario Maurizio Scaparro, seguiranno altri protocolli, più articolati, sia a livello nazionale, sia periferico. Ma il principio è ormai acquisito. (CF)


