Spesso nelle rassegne di teatro della scuola sono previsti premi, in denaro o, più spesso, in materiali scenotecnici. La cosa sollecita sicuramente lo spirito di competizione, ed è in linea con le mode dilaganti dei giochi televisivi, ma su un piano pedagogico, ed anche artistico, è una tendenza quantomeno discutibile, che innesca spesso malumori e recriminazioni – a onor del vero, più fra gli adulti che fra i ragazzi – e non giova affatto a quel confronto fra esperienze che dovrebbe essere la ragione principale di una rassegna. Si osserva, ultimamente, la tendenza a sostituire i premi con altre forme, che tendono a smorzare le tensioni competitive: schede critiche, redatte da un giuria di specialisti; stage con scambi di operatori; momenti di aggiornamento. Altrove, in vetrine locali, il premio consiste nell’ammissione a rassegne nazionali. Interessante, a Serra San Quirico, l’istituzione del “Premio del buon ritorno”: il diritto del gruppo a partecipare, senza alcuna selezione ulteriore, all’edizione dell’anno successivo. (CF)


