“Ma si capisce perché, cercando l’altro, troviamo sempre noi stessi… E’ questo meccanismo che costituisce il legame profondo – in apparente e incosciente . tra l’autore, l’attore e lo spettatore. E’ l’immagine di Narciso, immagine della vita stessa, il mito più profondo e più essenziale della Storia dell’Uomo, che esprime a nostro avviso il gioco teatrale in tutti i suoi elementi. E’ lui che determina l’unità e la perennità. Narciso lacerato tra il suo piacere, il suo equilibrio biologico, e gli altri perché è lui ad averli introdotti nel suo sistema nervoso“. (H. Laborit)


