Quale improvvisazione collettiva su un tema scelto o ricavato da una situazione, da parte di dilettanti d’ogni età, ha come obiettivo l’esercizio e la consapevolezza dei meccanismi di base del teatro (personaggi o caratteri, dialoghi, convenzioni, dinamiche di gruppo, ecc.), nonché la liberazione fisica ed emotiva dei partecipanti.
Quale attività che coinvolge l’infanzia, secondo Léon Chancerel che propose di sostituire l’aggettivo teatrale con drammatico, è “il mezzo di manifestare, mediante il movimento e la voce, i sentimenti profondi e le osservazioni personali. Il bambino si esprime attraverso l’azione, per il proprio piacere e per sviluppare la propria personalità”.
Non c’è nel gioco drammatico né la presenza, né la preoccupazione del pubblico; solo un bisogno di espressione molto naturale. Il gioco drammatico e la drammatizzazione (primo modello, soprattutto) devono essere considerati come aspetti di una propedeutica al teatro, in relazione all’età. In parallelo con la distinzione fatta da Jean Piaget sullo sviluppo psicologico e tipi di gioco, potremmo dire che il gioco drammatico corrisponde al gioco d’esercizio, la drammatizzazione algioco simbolico e il teatro al gioco di regole. (LP)


