O “teste di legno”, ma anche di cartapesta, gommaspugna, polistirolo, lana… La testa può essere fatta adattando oggetti e multiformi materiali (ho visto burattini di pane, di frutta, di carta igienica, di pentola, di calze e calzini). Burattini a guanto, a bastone e anche da indossare se l’animatore vuole essere visibile e, oltre a dare la voce al burattino, ci vuole dialogare.
Grandi artisti come Klee e Calder si sono divertiti a fare i burattini.(LP)

“Partiamo innanzi tutto da una premessa: il burattino è un animale a sangue caldo. Più caldo del sangue del più caldo degli uomini. Perché? L’uomo è legato alla terra, vi è premuto contro dal suo peso ed è con gran fatica che vi si può staccare anche per pochi centimetri e per brevi istanti. Il burattino non ha peso, e non ha neppure le gambe, non gli servono, si muove leggero e fulmineo nell’aria come si muove una mano, la parte più viva ed espressiva di noi. Quando noi uomini parliamo moviamo la bocca, gli occhi, le sopracciglia, facciamo dei gesti mentre il nostro corpo è quasi fermo. Il burattino fa il contrario, muove il corpo e tiene fermo tutto il resto, sprigionando una forza e una vitalità da quel piccolo corpo che sorprendono in continuazione lo spettatore e gli si comunicano. Ogni sentimento o moto dell’animo, nel burattino diventa moto del corpo. Noi corriamo incontro a un caro amico, alla nostra dolce fidanzata? Il burattino gli vola incontro ed esprime la sua gioia con evoluzioni che tengono tutto il boccascena durante un dialogo. Noi assaliamo un nostro nemico? Lui come una saetta gli salta in groppa”. (C. Brizzolara, ingegnere Olivetti, autore de “La Minghina bastonata” raccolta di commedie per burattini).