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CERCARE – Il nuovo magazine interamente dedicato al teatro in carcere

24 Giu CERCARE – Il nuovo magazine interamente dedicato al teatro in carcere

“CERCARE – carcere anagramma di” è il titolo della nuova testata abbinata alla rivista europea “Catarsi-Teatri delle diversità” fondata da Emilio Pozzi e Vito Minoia all’Università di Urbino nel 1996 con l’apporto significativo del Professor Claudio Meldolesi.
Dopo la pubblicazione nel 2009 del volume “Recito, dunque so(g)no” a cura di Emilio Pozzi e Vito Minoia, prima fotografia del Teatro in Carcere in Italia, l’attenzione nei confronti del fenomeno si è sviluppata sensibilmente, fino alla nascita nel 2011 del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere proprio in uno dei convegni internazionali promossi d’autunno dalla Rivista a Urbania. Oggi il Coordinamento annovera la partecipazione di 43 esperienze da 13 regioni italiane differenti ed ha istituito un Protocollo d’Intesa per una maggiore valorizzazione del teatro in carcere con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria attraverso l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari e la successiva adesione dell’Università Roma Tre.
Il primo numero di “CERCARE – carcere anagramma di”  si apre con un intervento del teatrologo Franco Ruffini che invita a riflettere sulla libertà dell’attore prendendo spunto dal carcere in senso metaforico ed analizzando la prigione della parte e quella del corpo. Segue una sezione internazionale con interventi da Francia (Elena Di Gioia analizza il testo “La soglia” scritto dal drammaturgo Michel Azama dopo un laboratorio nel carcere di Rennes), Stati Uniti (un reportage di Ronald Jenkins sull’interpretazione di Dante nel carcere di SingSing a New York), Bolivia (una testimonianza del regista greco MichalisTraitsis dal Convegno di La Paz, dove ha rappresentato l’Italia grazie alle sperimentazioni che sta conducendo negli istituti penitenziari di Venezia).
Ampio spazio viene in seguito dedicato alle esperienze italiane, partendo dal progetto “Belvedere”, istituito dall’Associazione “Agita” e rivolto alle detenute e ai loro bambini da 0 a 3 anni nel carcere di Rebibbia, fino alla recensione degli ultimi spettacoli realizzati negli istituti penitenziari di Pistoia, Roma, Pesaro, Genova, ispirati a opere di Pirandello, Brecht, Kafka, Capra.
Si passa poi alla sezione di documentazione dei più significativi recenti convegni dedicati all’arte scenica reclusa: all’università di Ferrara con una riflessione su “Etica ed estetica del teatro in carcere” e all’università di Venezia con la riflessione su “Detenuti, stranieri, attori” promossa dal Master sull’Immigrazione. In conclusione una scheda riepilogativa dell’evento nazionale, di grande rilievo, promosso il 27 marzo 2015 con la Seconda Giornata Nazionale del Teatro in Carcere in concomitanza con la Giornata Mondiale del Teatro (World TheatreDay). Organizzata dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere e dall’Istituto Superiore di Studi penitenziari (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), l’iniziativa ha coinvolto 59 istituti penitenziari con 81 eventi in 17 Regioni differenti) ed ha avuto una risonanza internazionale grazie alla valorizzazione da parte dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e dell’International TheatreInstitute affiliato all’Unesco (il programma dettagliato è visibile nel sito www.teatrocarcere.it ).

Si apre dunque una nuova stagione per una documentazione critica sempre più approfondita e di qualità per il teatro in carcere in Italia e a livello internazionale, così come di alto spessore sono anche altri contributi presenti nel numero doppio della Rivista “Catarsi-teatri delle diversità”, a partire dall’ intervista di Vito Minoia a Howard Gardner, lo scienziato americano (al quale è dedicata la copertina), ben noto per aver ideato la teoria delle Intelligenze Multiple, che alla Harvard University di Boston è impegnato, con diversi collaboratori, in vari progetti di ricerca sullo sviluppo dei processi di apprendimento, sui bisogni profondi dell’essere umano e sulle specificità del suo processo formativo.
Proprio alla Harvard, su invito del Dipartimento di Lingue e Letterature Romanze, la Rivista italiana è stata protagonista a ottobre scorso con una relazione sulle più recenti ricerche di Teatro Educativo Inclusivo sviluppate in Italiaall’Università di Urbino negli ultimi venti anni.
Nel numero in uscita anche un’ampia sezione dedicata a Eduardo De Filippo (con interventi di Giulio Baffi, Alessandro Toppi, Annamaria Sapienza, Bruno Roberti) e, tra gli altri, anche articoli dedicati a LudwikFlaszen, SayokoOnishi, Judit Malina, Teatro delle Albe, Luca Ronconi. Impreziosiscono la pubblicazione: uninserto di 16 pagine dedicato ai cento anni dalla nascita di Amleto Sartori, grande interprete italiano -insieme a suo figlio Donato- della “Scultura della maschera” (testi di Francesca Sara Toich, Walter Valeri, Donato Sartori, Gianfranco de Bosio) e l’annuncio, con anticipazioni, del prossimo Convegno internazionale della Rivista – il sedicesimo – previsto il 28 e 29 novembre 2015 a Urbania (Pesaro e Urbino) con il titolo “Il teatro nello spazio degli scontri e della gentilezza” (prolusione di Giuliano Scabia).

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