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Angela Felice del Vicolo Paradiso…

eri la prima a scherzare su questa variante del omen nomen, alzando un tajut  per brindare al teatro e alla vita. Sempre elegante e sempre col sorriso negli occhi verdi, quando venivi con la tua ‘storica’ mini-minor , piena di locandine, di giornali, di libri e quaderni di scuola, a prendermi alla stazione.  Arrivassi a Udine per il Palio Studentesco, per un incontro con i tuoi  validi operatori teatrali o a scuola coi tuoi studenti; fosse per un laboratorio/convegno come “Educazione e Teatro nella scuola dell’autonomia” o un libro (fondamentale) come  “Geografia del Teatro Scuola in Italia” (2001). Fosse anche per un giro tra le solari colline friulane, verso un buon ristorante, discutendo delle nostre personali scelte di vita, accanto alle nostre passioni: il teatro, la formazione, l’arte, la poesia, la storia, la politica e… Pasolini!

Già, Pasolini: sei stata l’anima di quei convegni straordinari di Casarsa, di cui conservo gelosamente le pubblicazioni.

Sono andata a rivedere in internet (e lo consiglio), il tuo intervento su “PPP: Il Corpo- Il Sacro- La Poesia”. Era il  2016 e la folta platea in ascolto era formata dagli studenti del liceo scientifico “Volta” di Foggia. Ho rivisto la tua gestualità, ho ascoltato la tua voce, ho ammirato la tua lucida pedagogia di comunicazione – sì, con l’emozione di un commiato – ma anche con la nostalgia per la tua competenza e capacità di affascinare magistralmente il giovane uditorio per 45 minuti.

Nostalgia…? Ricordi ed esperienze non ce li ruba nessuno. Allora, con dolcezza, cara amica Angela Felice del Vicolo Paradiso, ti penso a teatrare  con gli angeli e con gli dei di tutti i paradisi, ti vedo scrivere e discutere e fare diecimila cose… ti vedo informare Pierpaolo sulle sue avverate profezie… Ti sento recitare Il luzor:

Chel ch’a si dismìntia a zova
pì di chel ch’a si recuarda:
miej ch’i rompi la cuarda
ch’a mi lea a na ciera muarta e’nciamò nova.
Miej chista vita nova e muarta,
chistu curt invier ch’i vif
intant che a Ciasarsa
l’invier eternu al fai slusi il curtif.

E alzo il calice in tuo onore e  per quel dono che è stato conoscerti.
Loredana

(Il chiarore –  Quello che si dimentica aiuta più di quello che si ricorda: meglio che rompa la corda che mi lega a una terra morta e ancora nuova. Meglio questa vita nuova e morta,  questo breve inverno ch’io vivo, mentre a Casarsa l’inverno eterno fa splendere il cortile)

 


Addio ad Angela Felice

Il mondo del teatro friulano piange uno dei suoi protagonisti più significativi

È stata per decenni la signora del teatro udinese, con la sua passione per la cultura, per lo spettacolo, per gli artisti, per i giovani che seguiva nell’esperienza del Palio studentesco. Angela Felice, 69 anni, si è spenta stamattina dopo una breve ma inesorabile malattia e lascia un grande vuoto nel mondo della cultura della nostra regione, ma non solo. Fino all’ultimo ha continuato a fare ciò che amava, partecipando agli eventi culturali in programma sul territorio. Studiosa di letteratura e di teatro, pubblicista, per anni critica teatrale de ‘Il Gazzettino’, ha diretto il Teatro Club Udine curando diverse stagioni di Akropolis e rappresentando, per tutto il mondo del teatro, un punto di riferimento competente, puntuale, efficiente. Dopo la maturità classica conseguita al liceo classico Stellini di Udine, Felice ha proseguito gli studi all’Università di Trieste, dove nel 1973 si è laureata in Lettere moderne con una tesi su “Ibsen e la critica italiana tra ‘800 e ‘900”. Angela Felice è stata anche docente di letteratura italiana e latina al Liceo Caterina Percoto di Udine, consulente scientifico per il Ministero della Pubblica Amministrazione, ma anche direttore artistico del Teatro Club Udine, vice-presidente dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, nonché anima del Palio studentesco udinese.

Sempre elegante ed innamorata del suo lavoro, Angela Felice trasmetteva entusiasmo a chi aveva l’occasione di collaborare con lei. Con il suo sguardo acuto e con la sua straordinaria capacità di individuare i talenti, aveva la rara capacità di “fare squadra” in un settore dove l’individualismo sembra imperante. Angela no, era orgogliosa dei successi dei ragazzi che avevano mosso i primi passi artistici sul palcoscenico del Palio (come Giuseppe Battiston e Fabio Cherstich) e credeva in un sistema culturale che puntasse soprattutto ad arricchire i cittadini udinesi.

Punto di riferimento e pilastro del mondo culturale nostrano, dal 2009 era anche responsabile scientifica del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. Anche questo incarico, che portava avanti con impegno e passione, la rendeva orgogliosa perché le dava la possibilità andare in giro in tutta Italia e all’estero a raccontare, spiegare, valorizzare la figura del grande poeta e intellettuale che amava tantissimo.

Nel 1995 le è stato assegnato il Cavalierato al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2015 è stata nominata dal ministro Dario Franceschini nella Commissione tecnico-scientifica per il coordinamento delle celebrazioni nazionali in ricordo di Pasolini a quarant’anni dalla morte. Per il suo impegno come operatrice culturale ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra i quali il Premio Maqôr-Rusticitas 2015.

Pubblicazioni: Introduzione a D’Annunzio (1991), Racconti italiani dell’800 e del ‘900 (1995), Il teatro friulano. Microstoria di un repertorio tra Otto e Novecento (con Paolo Patui, 2013) e ha curato, per Marsilio, L’attrice Marchesa. Verso nuove visioni di Adelaide Ristori (2006); Pasolini e la televisione (2011); Pasolini e il teatro(2012, con Stefano Casi e Gerardo Guccini); Pasolini e l’interrogazione del sacro (2013, con Gian Paolo Gri); Pasolini e la poesia dialettale (2014, con Giampaolo Gri), Pasolini e la pedagogia (2015, con Roberto Carnero), Pasolini oggi. Fortuna internazionale e ricezione critica (2016, con Arturo Larcati e Antonio Tricomi).

Valentina Viviani, 2 maggio 2018