<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title></title>
	<atom:link href="http://www.agitateatro.it/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.agitateatro.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Aug 2010 12:43:01 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Marinando 2010 &#8211; Programma</title>
		<link>http://www.agitateatro.it/?p=2085</link>
		<comments>http://www.agitateatro.it/?p=2085#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 12:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[MARINANDO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agitateatro.it/?p=2085</guid>
		<description><![CDATA[[ 05/09/2010 08:00 a 11/09/2010 08:00. ] 



Il Pescatore in Teatro
Ostuni, 5 - 11 settembre 2010


Marinando è
una Rassegna teatrale e video
per studenti e insegnanti di tutta Italia,
finalisti dei concorsi 2010
una Settimana Azzurra ad Ostuni
con escursioni, laboratori, stage
e tanti momenti per incontrarsi
anche con le scuole ospiti
dei Paesi del Mediterraneo
ogni sera, la magia
di un Festival,
con le migliori opere teatrali e video
realizzate dai giovani
sul mare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td class="ec3_start">05/09/2010 08:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">11/09/2010 08:00</td></tr></table><p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="color: #b0f2fc; text-align: center;"><strong>Il Pescatore in Teatro<br />
</strong><strong><em>Ostuni, 5 &#8211; 11 settembre 2010</em></strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Marinando è<br />
una Rassegna teatrale e video<br />
per studenti e insegnanti di tutta Italia,<br />
finalisti dei concorsi 2010<br />
una Settimana Azzurra ad Ostuni<br />
con escursioni, laboratori, stage<br />
e tanti momenti per incontrarsi<br />
anche con le scuole ospiti<br />
dei Paesi del Mediterraneo<br />
ogni sera, la magia<br />
di un Festival,<br />
con le migliori opere teatrali e video<br />
realizzate dai giovani<br />
sul mare e sulla pesca</p>
<div class="ja-box-ct clearfix">
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.marinando.info/images/programma-2010.pdf" target="_blank"><img onmouseover="this.src='http://www.marinando.info/images/img-programma-download2.jpg';" onmouseout="this.src='http://www.marinando.info/images/img-programma-download.jpg';" src="http://www.marinando.info/images/img-programma-download.jpg" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agitateatro.it/?feed=rss2&amp;p=2085</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Collabora per IEA (Inclusive Education in Action)</title>
		<link>http://www.agitateatro.it/?p=2077</link>
		<comments>http://www.agitateatro.it/?p=2077#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 16:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agitateatro.it/?p=2077</guid>
		<description><![CDATA[
Cari amici e colleghi,
si prega di aderire a VSA, l&#8217;organizzazione internazionale sulle arti e la disabilità, nel sostenere Inclusive Education in Action (IEA), un progetto condotto congiuntamente da UNESCO e l&#8217;Agenzia europea per lo sviluppo dell&#8217;educazione per bisogni speciali (EADSNE), condividendo con noi le arti di insegnamento e l&#8217;apprendimento delle pratiche di successo.
 
Perché IEA?
IEA (inclusive education in action)  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px initial initial;" src="http://www.kennedy-center.org/images/programs/festivals/09-10/vsa/KcVsa_header.png" alt="VSA" /></p>
<p><strong><em>Cari amici e colleghi,</em></strong></p>
<p>si prega di aderire a VSA, l&#8217;organizzazione internazionale sulle arti e la disabilità, nel sostenere Inclusive Education in Action (IEA), un progetto condotto congiuntamente da UNESCO e l&#8217;Agenzia europea per lo sviluppo dell&#8217;educazione per bisogni speciali (EADSNE), condividendo con noi le arti di insegnamento e l&#8217;apprendimento delle pratiche di successo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Perché IEA</strong><strong>?</strong></p>
<p>IEA (inclusive education in action)  mira a  creare un Web-based  accessibile (in costruzione - <a href="http://www.inclusive-education-in-action.org/">http://www.inclusive-education-in-action.org</a>) per aiutare i politici a progettare e attuare una politica per l&#8217;inclusione. Il sito consentirà anche agli utenti di cercare esempi in particolari aree di politiche e pratiche e fornirà feedback sugli esempi.<br />
<span id="more-2077"></span><br />
<strong>Che cosa darà VSA come sostegno per AIE?</strong></p>
<p>VSA fungerà da punto di raccolta di dati e informazioni attraverso le nostre reti  nazionali e internazionali, e di altri esempi di pratiche di successo per promuovere l&#8217;integrazione scolastica attraverso l&#8217;arte nelle seguenti aree di attività:</p>
<p>- L&#8217;inclusione attraverso la cura e l&#8217;educazione della prima infanzia<br />
- Curricula<br />
- Elaborazione di politiche inclusive<br />
- Insegnanti e formazione degli insegnanti<br />
- Le risorse e la legislazione a sostegno dell&#8217;inclusione</p>
<p><strong>Come si può contribuire?</strong></p>
<p>Invia il tuo esempio di prassi di successo per promuovere l&#8217;integrazione scolastica attraverso l&#8217;arte e materiali di supporto per la compilazione del sondaggio (allegato sotto) a Geraldine Simonnet <a href="mailto:gsimonnet@vsarts.org" target="_blank">gsimonnet@vsarts.org</a> dal <strong>12 agosto 2010</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Perché è importante il tuo  contributo?</strong></p>
<p>Ci auguriamo per la vostra partecipazione attiva perché questa è una grande opportunità per dimostrare come l&#8217;istruzione artistica e le arti in materia di istruzione sono fondamentali nel promuovere l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Tutti i contributi saranno pienamente riconosciuti.</p>
<p>Se avete domande, si prega di contattare Geraldine Simonnet a <a href="mailto:gsimonnet@vsarts.org" target="_blank">gsimonnet@vsarts.org</a>.</p>
<p>Vi ringrazio in anticipo per il vostro contributo. Non esitate a condividere questa e-mail con i colleghi che ritenete possano essere in grado di fornire esempi per promuovere l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Cordiali saluti,</p>
<p>Géraldine D. Simonnet</p>
<p>Education Program Specialist</p>
<p><strong>VSA</strong><strong> </strong>- L&#8217;Organizzazione internazionale d&#8217;arte e disabilità</p>
<p>818 Connecticut Avenue, NW, Suite 600</p>
<p>Washington, DC 20006</p>
<p>TEL: 202.628.2800</p>
<p>FAX: 202.429.0868</p>
<p>TTY: 202.737.0645</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.vsarts.org/" target="_blank">VSA</a> è un affiliato di John F. Kennedy Center for Performing Arts.</p>
<p><a href="http://www.vsarts.org/" target="_blank">www.vsarts.org</a></p>
<p><a href="http://www.vsartsfestival.org/" target="_blank">www.vsartsfestival.org</a></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agitateatro.it/?feed=rss2&amp;p=2077</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra Palco e Realtà</title>
		<link>http://www.agitateatro.it/?p=2075</link>
		<comments>http://www.agitateatro.it/?p=2075#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 16:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWSSS]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agitateatro.it/?p=2075</guid>
		<description><![CDATA[POGGIO PICENZE (AQUILA)
6 – 8 AGOSTO 2010
TRA PALCO E REALTA’

E’ primo pomeriggio. Il sole picchia ma all’orizzonte si profilano nubi di tempesta.
Sono all’inseguimento delle parole. Schizzano per una stradina, si strizzano per superare un reticolato che impedisce il passaggio. Tengo dietro.
La strada che percorro è acciottolata, l’erba si incunea e cresce tra il lastricato. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">POGGIO PICENZE (AQUILA)<br />
6 – 8 AGOSTO 2010</p>
<p style="text-align: center;">TRA PALCO E REALTA’</p>
<p style="text-align: center;">
<p>E’ primo pomeriggio. Il sole picchia ma all’orizzonte si profilano nubi di tempesta.<br />
Sono all’inseguimento delle parole. Schizzano per una stradina, si strizzano per superare un reticolato che impedisce il passaggio. Tengo dietro.<br />
La strada che percorro è acciottolata, l’erba si incunea e cresce tra il lastricato. In alcuni punti è alta. La natura si riprende ciò che era suo. Le inseguo e non riesco a raggiungerle.<br />
Sono già stata in questo posto.<br />
E’ un borgo antico, la parte vecchia del paese. Scorci suggestivi, piccole stradine. Ai balconi piante rinsecchite, fasto di un tempo che fu.<br />
Le case sono in pietra, i portoni in legno. Ma sono case distrutte. Ampi squarci mostrano gli interni delle abitazioni: tavole ancora apparecchiate, ante di armadi aperte da cui si intravede la biancheria. Un vasino da notte. Una bicicletta è appoggiata al muro di una casa, ma la casa dietro non c’è più. E’ crollata. Ingoiata da se stessa.<br />
Panni appesi oscillano come canne al vento. Non odo voci umane né animali. Vorrei parlare ma non posso. Anche Enzo, la mia guida, osserva il silenzio. Lui cammina con i ricordi.<br />
Continua l’inseguimento.<br />
Ci teniamo al centro della strada. E’ pericoloso stare qui ma non possiamo fermarci. Non adesso. Una forza ci induce a proseguire. Andiamo.<br />
E andiamo in un sole che abbaglia. Lungo questa strada, in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di macerie, cercando lo squarcio che ci metta nel mezzo di una qualche verità.<br />
In alcuni punti l’erba è così fitta da essersi mangiata il vicolo. Una trave è appesa sul niente.<br />
Le parole svoltano l’angolo per fermarsi lì, su due carcasse di automobili ricoperte di macerie, da quella notte del 6 aprile 2009, ore 3.32.<br />
Quando il tempo si è fermato.<br />
Anche le parole sono ferme come sassi.<br />
Dalla rocca del castello le case sventrate sono bocche oscenamente aperte in un urlo senza fine.<br />
Vorrei sapere di dormire. Vorrei svegliarmi da questo che incubo non è.<br />
Questo è il paese di Poggio Picenze, a un anno e mezzo dal terremoto.<br />
Oggi è il 6 agosto 2010. E’ il Ritorno.<br />
<span id="more-2075"></span><br />
QUATTRO ORE PRIMA</p>
<p>La macchina percorre lentamente una strada alberata. Si immette sulla destra. Il fondo strada adesso è fangoso, si va piano. Ha piovuto, qui il tempo è variabile.<br />
Sulla destra sfilano davanti ai nostri occhi casine di legno, sembrano baite di montagna. Sono carine, hanno i fiori alle finestre e vasi di gerani sul patio. Qualche casetta di bimbo, una giostrina.<br />
Al centro di questo che sembra un piccolo paese delle Alpi c’è una chiesa, costituita da una costruzione un po’ più grande delle altre. E davanti una grossa  campana.<br />
Aspetto da un momento all’altro di veder spuntare una bianca mucca al pascolo. Una bianca mucca pulita, dagli occhi buoni e pazienti. Aspetto una bianca mucca e il suo campanaccio.<br />
Aspetto. Aspetto come aspettano gli abitanti di Onna che ogni giorno, uscendo da queste loro belle casette, fanno i conti con la propria disperazione. Con il dolore che quotidianamente si rinnova alla vista del loro paese che non c’è più. Proprio di fronte al villaggio ricostruito c’è quel che rimane di Onna. Il niente.<br />
All’ingresso del paese, un cartello per i visitatori e i turisti, come la scritta sulla porta dell’Inferno, fa perdere ogni speranza a noi che entriamo. Avvisa che dal mese di aprile da Onna non è stata portata via più nemmeno una pietra…e loro sono il paese privilegiato. Dove la macchina dei soccorsi si è attivata più in fretta.<br />
Se loro sono i fortunati, figuriamoci gli altri paesi. Per non parlare de L’Aquila.<br />
Non si vuole togliere merito alla provincia di Trento, che ha provveduto agli alloggi, né alla Germania che vuole ricostruire il paese. Gli abitanti di Onna hanno case confortevoli. Ma non sono le loro case, quelle che, pietra su pietra, hanno costruito nell’arco di una vita. Che erano dei nonni e dei nonni dei loro nonni. Queste casette sono sicuramente confortevoli ma non raccontano nulla dell’identità del paese, della storia, della tradizione. Sono case barbare.<br />
A noi fa male stare qua, in questo contrasto tra un prima e un dopo, tra il niente che è oggi Onna e quello che chissà quando potrà essere. Il dolore allo stomaco si fa più fitto mentre ci addentriamo nella zona rossa, incuneati tra cumuli di macerie. La città è rasa al suolo. Onna non c’è più.<br />
Qui, come a L’Aquila, come in tutti gli altri piccoli e grandi paesi, bisogna far ripartire il contatore della storia. Personale, collettiva.<br />
Una storia alla quale anche noi da oggi apparteniamo.</p>
<p>LE ATTIVITÀ</p>
<p>Nel pomeriggio del venerdì ce ne stiamo in piazza, aspettiamo le 18.00 per dare avvio alle attività. La piazza di Poggio Picenze è intitolata a Salvatore Massonio, ma è detta “Piazza rosa”per il colore del lastricato. E’ una piazza molto grande, alle cui spalle ci sono dei giardini pubblici e una chiesa bellissima, transennata. Ci dicono che per un miracolo non è venuto giù il campanile.<br />
Peppe, il nostro contatto, ci ha presentato gli altri membri dell’Associazione “Poggio Picenze tra memoria e futuro”, che collaborano con noi dell’Agita alla realizzazione del progetto Teatromoto – Il Ritorno. Loro hanno allestito 2 stand con esposizione di prodotti tipici locali e artigianato; sabato sera si esibirà un gruppo musicale, composto da giovani del posto.<br />
Mirjam, Sara, Antonio e Gaetano hanno curato i laboratori di manipolazione e l’atelier di pittura; inaspettato è stato il coinvolgimento dei bambini, molto più numerosi di quanto ci aspettassimo. Ancora più inaspettato è stato il coinvolgimento delle nonne, delle mamme e di uno straordinario papà, che hanno lavorato fianco a fianco con i bambini. Divertendosi, arrivando puntuali agli appuntamenti… e anche in anticipo. I ragazzi poi sono stati eccezionali animatori di piazza; sulle musiche della baby dance hanno creato un clima di totale coinvolgimento e divertimento. Non solo dei bambini.<br />
Patrizia ha curato il gruppo delle donne, inizialmente perplesse per il tipo di approccio assolutamente nuovo, ma poi sempre più coinvolte. E’ nato un percorso sulle mappe sentimentali che proseguirà, in altri momenti.<br />
Letizia, giunta fin da Bolzano, ha lavorato con i bambini più grandi sull’ascolto, regalandoci poi, domenica mattina, un contributo finale assolutamente emozionante. Il cuore batte piano mentre i ragazzini mettono in scena “Gli ascoltatori di muri”; la partecipazione emotiva è grande.<br />
Il venerdì sera la compagnia teatrale “Teatro mio” di Vico Equense mette in scena Cappuccetto rosso. E’ uno spettacolo per bambini, ma a divertirsi di più sono gli adulti.<br />
In questa piazza, in questi tre giorni, è successo qualcosa. C’è stato un movimento. Di gente. Di pensieri. Voglio farlo diventare istituzione. Spero che sia nata una speranza.<br />
Domenica mattina anche noi 5 di Vico Equense abbiamo messo in scena un piccolo spettacolo, dal titolo “Il paese delle forme meravigliose” Un apologo. Su come, salvaguardando la Memoria e guardando al Futuro, si possa collaborare insieme e risolvere i problemi.<br />
Addirittura ricostruire un paese.</p>
<p>LE PERSONE</p>
<p>Ricordo i visi di tutte le persone che ho incontrato. Dei grandi e dei piccini. Quasi i nomi di tutti. Ricordo bene i loro occhi, le loro mani. La pelle ricorda il calore delle strette, gli abbracci. I sorrisi. I pranzi. Le cene fatte ad orari improponibili, a cui non avremmo rinunciato mai. Non solo per il cibo, ottimo e anche troppo abbondante, ma per il clima di convivialità che questa gente ci ha fatto gustare.<br />
Si sono intavolate conversazioni mai banali, tra persone che si confrontano, si interrogano, chiedono consigli. Ho raccomandato loro di non perdere lo spirito di solidarietà che oggi li affratella, e di continuare a tener presente il bene comune. Di costruire percorsi fatti di piccoli passi.<br />
Nonostante la stanchezza e il freddo, quasi ci dispiaceva di andare a dormire.</p>
<p>Sono stata molto bene in questi tre giorni a Poggio Picenze, ma non sono riuscita a trovare una poesia nella mia ricerca di un senso da dare al nostro intervento.<br />
Chi non è stato qui ha solo una vaga idea di quello che è oggi il paese. Della frattura fra il prima e il dopo. Dell’apparenza di normalità.<br />
Mentre in piazza si balla e ci si diverte, sotto le macerie muoiono anni di storie. Familiari. Personali. Belle e brutte.<br />
Vorrei trovare una poesia in tutto questo.<br />
Penso a Pompei, sepolta dalla lava e rinvenuta alla luce.<br />
Ma c’è un abisso di più di 2000 anni tra rovine e macerie. Le prime raccontano di civiltà travolte, che la forza devastatrice della natura ha sopraffatto. Le seconde testimoniano dell’incuria dell’uomo, di forti responsabilità, di disastri che in qualche modo si potevano prevenire.<br />
Queste macerie accompagnano la vita quotidiana, che faticosamente cerca di ricostruirsi un presente. Io non voglio essere custode dei sepolcri.<br />
Qui l’armonia non vince di mille secoli il silenzio.<br />
La storia va raccontata oggi. Bisogna ricominciare a parlare di ricostruzione.<br />
Al momento dei saluti, Enzo mi dice che da oggi siamo amici fraterni. L’Associazione ci fa un grande onore donandoci le magliette che sono state realizzate all’indomani del terremoto con la scritta TerremoTosto.<br />
Le indossiamo subito. Per noi è aver ricevuto un’investitura.<br />
Questi tre giorni al paese di Poggio Picenze saranno la nostra memoria.<br />
Ho cominciato a pensare a un futuro.</p>
<p>Valeria Esposito</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agitateatro.it/?feed=rss2&amp;p=2075</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;indifferenza ci uccide</title>
		<link>http://www.agitateatro.it/?p=2071</link>
		<comments>http://www.agitateatro.it/?p=2071#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 07:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agitateatro.it/?p=2071</guid>
		<description><![CDATA[
Ieri mi ha telefonato l&#8217;impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/06/49d9fd160bd18_normal.jpg" alt="L'Aquila" width="312" height="208" /></p>
<p>Ieri mi ha telefonato l&#8217;impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.<br />
<span id="more-2071"></span><br />
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l&#8217;i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.<br />
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz&#8217;anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema. &#8221; Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.&#8221;</p>
<p><em>Loro non scrivono voi fate girare</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agitateatro.it/?feed=rss2&amp;p=2071</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>UN TEATRO DAI DIVERSI TALENTI</title>
		<link>http://www.agitateatro.it/?p=2065</link>
		<comments>http://www.agitateatro.it/?p=2065#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 07:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agitateatro.it/?p=2065</guid>
		<description><![CDATA[[ 18/06/2010 a 19/06/2010. ] Venerdì 18 e sabato 19 ha luogo a Gambettola/Longiano la III Edizione di “UN TEATRO DAI DIVERSI TALENTI”, l’incontro-festival che raccoglie il movimento,sempre più ricco, di coloro che fanno Teatro di Figura in situazione di handicap.
UN TEATRO DAI DIVERSI TALENTI
Il Teatro di Figura come risorsa per l’integrazione
Spettacoli, incontri, laboratori

Longiano/Gambettola 18/19/20 giugno 2010
“La Baracca dei Talenti”

 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td class="ec3_start">18/06/2010</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">19/06/2010</td></tr></table><p><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">Venerdì 18 e sabato 19 ha luogo a Gambettola/Longiano la III Edizione di “UN TEATRO DAI DIVERSI TALENTI”, l’incontro-festival che raccoglie il movimento,</span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">sempre più ricco, di coloro che fanno Teatro di Figura in situazione di handicap.</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;">UN TEATRO DAI DIVERSI TALENTI<br />
Il Teatro di Figura come risorsa per l’integrazione<br />
Spettacoli, incontri, laboratori</p>
<p style="text-align: center;">Longiano/Gambettola 18/19/20 giugno 2010<br />
“La Baracca dei Talenti”</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em> in collaborazione con “Burattini e salute”, coop.“Arrivano dal Mare!”, coop. “Le Mani Parlanti”, associazione “Cyranò” , Teatro Petrella, Comuni di Gambettola e di Longiano, ASSI.PRO.V, F.I.M.S., ATF/AGIS, UNIMA</em></p>
<p><img src="images/pdf.png" alt="" /><em><a href="http://www.agitateatro.it/wp-content/uploads/2010/06/diversi-talenti-20101.pdf">Scarica l&#8217;allegato</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agitateatro.it/?feed=rss2&amp;p=2065</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
