Un lavoro molto debole: una recitina, ove la storia, totalmente lontana dagli interessi dei ragazzi, non regge; e la regia presenta diversi errori, come il posizionamento degli oggetti, difficilmente visibili dal pubblico. Inoltre la recitazione è poco espressiva: “Sembrano scimmiette ammaestrate”, ci dicevamo l’un l’altro. Non vi abbiamo trovato nulla di innovativo, tranne l’uso dei bastoni della pioggia e di una cetra, i cui ripetuti passaggi, però, la rendono una presenza assillante. Interessanti le musiche, rese efficacemente dal coro.

I costumi infantili e l’impostazione rigida del parlato ne facevano un lavoro privo di emozione, energia e naturalezza.

Dave Berrettieri e Federico Figura, prima classe, Comprensivo “D’Acquisto” Follo

ottobre 2, 2009 · Posted in - Recensioni  

Fra le iniziative proposte ai giovani in occasione del festival Marinando, quest’anno si è organizzato anche un laboratorio di scrittura giornalistica, curato da Claudio Facchinelli. Una piccola schiera di ragazze e ragazzi, due per ognuna delle classi italiane partecipanti alla sezione teatrale, si sono sottoposti ad un breve ma intenso training sul modo di scrivere cronache, interviste, recensioni: un’occasione per esercitarsi in un uso della lingua non troppo frequentato nelle scuole.

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ottobre 1, 2009 · Posted in Osservatorio Critico, Osservatorio Critico  

Confesso che, all’inizio, ero preoccupato: in giro non si sente altro che lamentazioni sull’ignoranza linguistica dei ragazzi, sulla loro incapacità di governare l’italiano scritto; in più, c’era il problema di comunicare con ragazzi di un’età che, come insegnante, non avevo mai frequentato.

Poi è successo il miracolo: parlavo loro del diverso modo di concepire la scrittura che avevano Italo Calvino e Giuseppe Pontiggia; raccontavo di Michelangelo, di Platone e di Aristotele; citavo Enrico Fermi e Umberto Eco; leggevo brani di Francesco Redi; gli raccontavo di Pirsig e del suo Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. E loro mi stavano ad ascoltare, come pulcini attorno alla chioccia, ma con l’aria interessata ed attenta.

Nei giorni successivi hanno cominciato ad utilizzare, con aria saputa e complice, qualche espressione propria della critica, come “registro espressivo”, o parole che avevamo scoperto e analizzato insieme, partendo dalla loro etimologia, come “accattivante”.

L’ultimo giorno ci eravamo dati appuntamento alle nove del mattino, per lavorare autonomamente sulle ultime schede; nel giro di un quarto d’ora erano venuti in tre a chiedermi il dizionario dei sinonimi. Alle due meno un quarto, quando mi ero ritirato stremato, due ragazze erano rimaste a trascrivere sul computer le loro recensioni. A quella ventina di ragazze e ragazzi con cui ho lavorato per tutta la settimana, e che ora possono leggere in rete quanto hanno prodotto nel corso del seminario, vorrei far arrivare il mio grazie di cuore, per avermi fatto rivivere una bellissima esperienza didattica ed umana.

Claudio Facchinelli

ottobre 1, 2009 · Posted in Osservatorio Critico, Osservatorio Critico  

Già il titolo dello spettacolo confondeva il pubblico, perché tra le due storie narrate non c’era nessun legame. Antigone, protagonista della prima storia, figlia di un re, aveva due fratelli che, in una dura lotta, si erano uccisi a vicenda. Lo zio di Antigone aveva deciso di seppellire solo uno dei due fratelli, ma Antigone si oppone, e vuole che entrambi vengano sepolti.

La seconda storia narra invece della nascita di Gesù Cristo. Ma, appunto, fra le due storie non c’è un collegamento comprensibile, e non è stato facile capire di che cosa si parlava.

I costumi erano particolari ed interessanti. Peccato solo, però, che la storia non si è capita!

Tommaso Green e Valentina Viscovich, prima classe, Media “Mameli”, Padova

ottobre 1, 2009 · Posted in - Recensioni  

Tra, effetti scenici spettacolari, peraltro ottenuti con materiali poveri, i ragazzi di Savona hanno rappresentato il mito di Ulisse, l’Esodo, la conquista dell’America, e l’emigrazione sul mare.

Le scenografie di grande impatto, una drammaturgia elaborata assemblando testi di grande valore letterario, assieme all’ammirevole la voglia di trasmettere emozioni, con le intenzioni giuste, non permettevano agli spettatori di sbadigliare.

Giusto l’entusiasmo del pubblico, espresso con applausi calorosi.


Asya Gallinelli e Giacomo Serangioli, seconda e prima classe Comprensivo “Melanzio”, Montefalco

ottobre 1, 2009 · Posted in - Recensioni  

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